Corrispondenza epistolare tra il Direttore di Alcedo e La Redazione di Striscia la Notizia in seguito agli episodi di bracconaggio in onda su Striscia La Notizia.
Riguardo i Servizi su Striscia la Notizia
Forse non tutti i soci sanno che Massimo Natale, Direttore della Rivista Alcedo, è un socio del nostro CLUB. Verrebbe facile immaginare che il Direttore l'abbia fatto per amicizia o chissà per quale motivo. Non è affatto così: ad Ercolano è venuto spontaneamente allo Stand del Club ed ha espresso la volontà di diventare socio.
Questo, ovviamente, ci onora ed onora principalmente tutti quei progetti che il CLUB ha nel cuore. Ora che il CLUB ha chiuso le porte all'esterno, ed ha pensato bene di dedicare tutto l'impegno ai soci (detta decisione è stata presa dal Direttivo ed è stata resa esecutiva dal 1 gennaio 2010), ritengo che abbiamo molto da lavorare sul fronte di una maggiore concretezza.
Ciò non vuol dire che chiudiamo le porte ai nuovi allevatori o appassionati. Ciò significa che chi vuole diventare socio del CLUB deve seguire un certo iter e, soprattutto, deve avere le credenziali fondamentali per poterne far parte. Nulla di trascendentale, ma almeno dei avere i requisiti minimi: educazione e rispetto ... dei ruoli, per quanto fatto da tutti noi, per l'ideologia che rappresenta il CLUB.
Fatta questa doverosa premessa, vengo al dunque.
Il Direttore di Alcedo ha scritto una mail alla redazione di Striscia la Notizia. Me l'ha girata, perchè vuole condividerla con tutti i soci del CLUB. Ritengo sia un'azione ammirevole e degna di un'opportuna, quanto costruttiva, discussione. La questione "servizi su Striscia la Notizia" già ci aveva coinvolto a suo tempo e credo che il Mondo Ornitologico dovrebbe davvero ribellarsi all'informazione da scandalo che viene data a mo' di mitraglia, sparando su tutto ciò che è gabbia ... e non ho fatto volutamente riferimento agli uccelli.
L'amico Massimo ha detto bene ... il rischio maggiore è che si faccia una somma numerica che abbia quale risultato: "tutta un'erba ... un fascio".
Mail del Direttore di Alcedo Massimo Natale
Gentile sig. Edoardo
sono Massimo Natale, medico, direttore della rivista ALCEDO, ornitologia e natura http://www.alcedoedizioni.it , rivista dedicata all'ornitofilia, ossia alla passione per gli uccelli ornamentali da compagnia.
In questi anni, con la rivista, abbiamo fatto un percorso di educazione sull'importanza delle specie selvatiche in natura, e sulla necessità, etica e non solo legale, di preservarle e, dunque, non impiegare negli allevamenti soggetti di provenienza illegale, ossia soggetti di cattura. Abbiamo pubblicato diversi articoli, in merito, nonché alcuni capitoli sui libri da noi editi in questi anni.
In tal senso, ci sentiamo "paladini" dei volatili liberi.
Per tali ragioni, stiamo molto apprezzando il lavoro che lei sta facendo su Striscia in merito alla questione dei volatili (Cardellini in particolare) di cattura. Tuttavia, come spesso accade, pare che si stia facendo "di tutta l'erba un fascio".
Sarebbe pertanto necessario spiegare, almeno una volta, che accanto al bracconiere di turno, esistono anche tanti allevatori appassionati, che allevano nella piena legalità, regolarmente autorizzati dalla legge, esclusivamente soggetti muniti di anellino inamovibile, dunque nati in cattività.
Converrà con me che l'esistenza di ceppi domestici consente la disponibilità di materia prima nata in cattività. Di conseguenza, la disponibilità di tali soggetti nati in gabbia rende disponibile nei canali ufficiali gli uccelli d'allevamento, proteggendo indirettamente quelli liberi. Se naviga un po' su internet, nei vari forum, si accorgerà che tantissimi appassionati ormai firmano i loro post con la seguente icona:

il che testimonia la volontà della stragrande maggioranza degli appassionati di non toccare assolutamente gli uccelli liberi: per la passione, esistono quelli nati in cattività, contrassegnati con anello inamovibile.
Insomma, sarebbe necessario fare chiarezza, perché ormai da quando trasmettete tali servizi, ogni cittadino munito di qualche gabbietta in balcone viene scambiato per bracconiere e commerciante (oltre che maltrattatore) di uccellini.
Mi rendo disponibile a un'eventuale intervista o a darle maggiori dettagli, in qualunque altro modo, su questa passione, svolta e vissuta con tanto amore e in piena legalità.
Cordiali saluti
Massimo Natale
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email di Edorado Stoppa
31/01/2010
Gentile Dott Massimo,
sono molto spiacente di scoprire che la mia risposta non le e' arrivata!!!
In questo momento le sto rispondendo dal cellulare, sul mio computer ho tutto lo storico delle email, sara' mia premura girargliela nuovamente.
La ringrazio per le sue precisazioni, e le riconfermo che la liberazione non e' stata effettuata a cuor leggero o per pura spettacolarizzazione, bensi' per salvare la vita di quei malcapitati cardellini sotto consiglio dei veterinari che erano presenti al momento del sequestro e che mi hanno assicurato che gli uccelli non avrebbero sopportato un viaggio fino alla Calabria; al fine del servizio, aspettare qualche giorno per la liberazione o effettuarla in un luogo differente, non avrebbe fatto nessuna differenza.
Purtroppo non posso conoscere tutti gli animali alla perfezione, di volta in volta mi affido a degli esperti, erano inoltre presenti anche volontari Lipu.
Detto questo rimango a disposizione per ogni eventuale chiarimento e la prego di contattarmi per propormi soluzioni alternative nel caso si riproponessero situazioni similari.
Cordiali saluti
Edoardo Stoppa
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email di Massimo Natale
01/02/2010
Gentile Edoardo
ribadisco l'entusiasmo che nasce dalla lettura della sua rapida risposta. Evidentemente, ha a cuore i problemi reali dei Cardellini e degli animali in generale. E' inoltre disponibile ad ascoltare le testimonianze di quanti seguono il suo spazio su Striscia.
La lotta al bracconaggio è un momento fondamentale. La cattura del Cardellino è una piaga sociale soprattutto del sud Italia, e deve assolutamente essere debellata, e noi tutti dobbiamo dare il nostro contributo. Tuttavia, questo dovrebbe essere fatto fornendo informazioni complete e dettagliate. L'opinione pubblica, infatti, non può conoscere la normativa che regolamente la detenzione di avifauna autoctona (nella quale rientra il Cardellino). Il Cardellino selvatico è "patrimonio indisponibile dello Stato", ossia nessuno può detenere un soggetto di cattura. Chi lo cattura ovviamente compie un reato, ma anche chi lo acquista da un bracconiere, ovviamente, compie il reato di ricettazione. Ma accanto al Cardellino di cattura, esiste il Cardellino domestico, ossia quei soggetti nati in cattività ormai da decine e decine di generazioni, che stanno al Cardellino selvatico come l'attuale Canarino domestico sta al Canarino selvatico delle canarie: spartiscono in parte l'aspetto, ma la loro selezione e origini sono profondamente diverse.
Esistono oggi in Italia alcune migliaia di allevatori appassionati, in regola con la normativa, che allevano Cardellini domestici. Questa è una notizia fondamentale che va assolutamente data all'opinione pubblica.
Prima di tutto perché, come già detto, si sta facendo di tutta l'erba un fascio: i ripetuti servizi su Striscia, per quanto importanti, in quanto hanno messo in luce questa tristissima realtà del bracconaggio e della cattura illegale, hanno portato l'opinione pubblicare a pensare che chiunque avesse una gabbietta appesa al balcone fosse un bracconiere o un maltrattatore di animali. La conseguenza sono stati blitz improvvisi, di liberazione del o dei soggetti presenti in questa gabbia o quella voliera del vicino o del conoscente. Ovviamente, aldilà dell'atto violento e illegale (una sorta di "bracconaggio al contrario"), anche in questo caso a pagare il prezzo più caro sono stati i poveri uccellini, assolutamente domestici, ossia nati e vissuti sempre in gabbia, e dunque per nulla in grado di affrontare la vita selvatica: per certo, tutti quelli liberati nel corso di questi "blitz" (alcuni notturni!) sono morti di fame e stenti.
Dunque, l'informazione corretta e completa è un momento fondamentale, perché evita appunto situazioni paradossali per non dire pericolose e dannose come quella appena descritta.
Ma l'esistenza di un allevamento domestico va comunicata all'opinione pubblica anche, per ragioni prettamente pratiche e a tutto vantaggio dei soggetti selvatici: l'esistenza di ceppi domestici rende disponibili, con facilità, Cardellini d'allevamento. Dunque, perché rivolgersi al mercato nero del bracconaggio?
Ovviamente, se i bracconieri non troveranno più acquirenti, smetteranno di "bracconare". Semplice.
Dunque, allevare per non più prelevare. Oggi, chi si sognerebbe di andare alle Canarie a catturare Canarini selvatici? Lo stesso accadrà prima o poi con i Cardellini, noi che viviamo i tempi attuali abbiamo il "potere" di agevolare o rallentare questo processo.
I bracconieri vanno stroncati all'origine: non devono più trovare acquirenti. Per ottenere questo, basterebbe spiegare alla gente che attualmente esistono migliaia di allevatori, autorizzati dalle province di competenza, che allevano ogni anno migliaia e migliaia di Cardellini d'allevamento, che possono essere acquistati egolarmente. Questi allevatori sono iscritti a un registro Nazionale, sono autorizzati dalle Province competenti per il loro territorio, ricevono periodiche visite di controllo da parte delle guardie forestali. Insomma, una situazione assolutamente legale e sotto controllo. Una situazione esistente in atto.
Così operando, si otterrebbero d'improvviso una serie di risultati positivi:
1. spiegare l'esistenza di un "mercato legale" del cardellino e indebolire così gli affari dei bracconieri
2. evitare che quanti allevano con passione e amore, siano ingiustamente additati come bracconieri e carcerieri.
3. evitare il "bracconaggio al contrario": liberazione di soggetti nati in cattività, e assolutamente incapaci di affrontare la vita selvatica
Le azioni successive, riguarderebbero la creazione di un protocollo per la gestione dei Cardellini di cattura: come e dove liberarli, cosa fare nelle ore che intercorrono dal loro ritrovamento alla liberazione, come
comportarsi sia da un punto di vista logistico, che alimentare e, ovviamente, sanitario etc. In questo, gli allevatori (insieme ad altre figure professionali, come i veterinari) con la loro esperienza potrebbero tornare utilissimi, in quanto metterebbero a disposizione tutte le tecniche di alimentazione e allevamento valide affinché i soggetti possano passare indenni le ore o i giorni precedenti la loro liberazione.
Certo della sua sensibilità in questa vicenda, e disponibile a dettagliare ulteriormente il mondo del "Cardellino domestico", la saluto affettuosamente
Massimo Natale
PS: la questione è molto seguita sui forum ornitologici. Vorrei pubblicare la sua risposta, la precedente e, se vuole, anche la prossima. Credo sarebbe molto gradito dagli appassionati del settore (diverse decine di migliaia). Attendo suo eventuale consenso
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email di Edoardo Stoppa
09/02/2010
Gentile Dott. Massimo, inizio questa e-mail scusandomi per il ritardo di questa risposta, purtroppo negli ultimi giorni sono rimbalzato da una parte all'altra d'Italia senza un attimo di tregua. Spero voglia accettare le mie scuse.
L'autorizzo fin d'ora a pubblicare questa mia e-mail.
Come ben sa' il problema dei trafficanti di animali mi sta molto a cuore, soprattutto perchè i danni che provocano a molte specie diverse, sono enormi.
Proprio per questo mi fa molto male sentire tutte le polemiche che si sono create attorno alla liberazione di cardellini effettuata i primi di Gennaio.
A tal riguardo, ci tengo a precisare, che non sono io a decidere delle liberazioni, tutte sono effettuate sotto controllo di un pubblico ministero che coordina le operazioni e che, una volta sentito il parere del veterinario designato, decide sul da farsi; io ricevo delle indicazioni dalla polizia giudiziaria ed effettuo solo l'atto della liberazione, ma la scelta non è mia. Anche in questo caso, come del resto, in tutti i casi, è presente un veterinario al momento della liberazione che da il benestare in base alle sue conoscenze e convinzioni; fino ad ora mi sono sempre attenuto alle loro disposizioni. Ciò non toglie che in futuro farò tesoro dei suoi suggerimenti. Dal giorno in cui ci siamo sentiti fino ad oggi, ho avuto la possibilità di confrontarmi telefonicamente con molti esperti e la situazione sembra molto più complessa del previsto. Alcuni mi assicurano che sarebbe stato meglio trasportarli fino alla Calabria, sicuramente sarebbero morti quasi tutti, ma almeno non si sarebbe rischiato di contaminare altre sottospecie; altri professionisti mi confermano che fare affrontare a quei poveri cardellini un viaggio fino alla Calabria, avrebbe significato condannarli a morte, inoltre mi hanno confermato che durante i periodi di migrazione, anche le sottospecie stanziali, vengono comunque a contatto con specie che arrivano dalla Germania, Austria, etc, quindi il problema del contagio è comunque esistente, indipendentemente dalla liberazione di uccelli in luoghi diversi. Sostengono inoltre che le condizioni di approvvigionamento e climatiche, sebbene diverse, danno comunque una chance agli uccellini, chance che non avrebbero morendo in viaggio in un camion.
Detto questo, rimango a disposizione per ogni suggerimento, e nel caso si presentino future liberazioni, sarà mia premura confrontarmi con i massimi esperti italiani per cercare di effettuare la scelta giusta, scelta che sottoporrò al p.m. di turno, a cui comunque spetterà la decisione ultima sulla sorte degli uccellini.
Per quanto riguarda la possibilità di dedicare un servizio a chi alleva cardellini in modo legale, il discorso è abbastanza complesso: Striscia la Notizia, dedica i propri interventi a ciò che non va bene in Italia, a tutto
ciò che c'è di sbagliato, da migliorare. Dedicare un servizio a chi alleva correttamente, sarebbe come fare un un servizio su chi non fa truffe, su un vero dentista, su di un vero veterinario facendo vedere come svolge bene il suo lavoro, penso capisca bene che sarebbe pretestuoso e assurdo. Sono convinto che chi voglia comprare un uccellino in modo legale, possa farlo senza problemi, non occorre Striscia per questo: un vero appassionato sicuramente sa dove trovare un cardellino inanellato nato in cattività; chi non è un appassionato, probabilmente si accontenterà di qualsiasi uccellino gli venga proposto da un negoziante. Striscia colpisce invece chi è interessato, per puro lucro, ad alimentare un mercato illegale, venditore o compratore che sia!!!!
Spero con questa breve e-mail di aver chiarito, almeno in parte, come si sono svolte le cose. Rimango comunque a disposizione per ogni maggiore esemplificazione e soprattutto per ogni futura collaborazione. Cordiali saluti
Edoardo Stoppa
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email di Massimo Natale
09/02/2010
Gentile Edoardo
la ringrazio della risposta e del consenso alla pubblicazione.
Vorrei fare un paio di precisazioni, che potrebbero tornarle utili per ciò che riguarda questa annosa vicenda della liberazione dei cardellini meridionali al nord.
Non credo si tratti tanto di una questione immunologica: è vero, nei periodi di "passa" ossia di migrazione (che però avvengono a ottobre o marzo), la "commistione" tra sottospecie è frequente. Piuttosto, il punto è il periodo della liberazione: il gennaio del nord Italia è ben diverso da quello del sud, soprattutto in termini di clima e ambiente, ossia temperature e alimenti disponibili. La sottospecie meridionale non è assolutamente abituata al freddo gelido, alla neve e soprattutto agli alimenti disponibili in simile periodo: le essenze su cui pasturare sono assolutamente differenti nelle lande gelate del nord rispetto al clima mediterraneo del sud.
Come detto, ecco che in simile contesto (opportunità di riportare i Cardellini nei posti d'origine) potevano essere preziosi gli allevatori, che potevano occuparsi di appastellare i soggetti e metterli nelle condizioni ideali (logistiche e alimentari) per affrontare al meglio il viaggio di ritorno. Come vede, è mancato il "trait-'union", che era appunto una figura in grado di garantire la sopravvivenza degli uccelli fino al momento della liberazione.
Per ciò che riguarda un eventuale servizio di Striscia sugli allevamenti autorizzati, capisco perfettamente che la cosa non sia fattibile.
La richiesta da parte mia è un'altra: al termine del prossimo servizio su Striscia dedicato al bracconaggio, dire agli italiani che non solo catturare Cardellini è un reato, ma anche acquistare esemplari di cattura. Se desiderano un Cardellino da compagnia, esistono in Italia migliaia di allevatori autorizzati, regolarmente iscritti a un registro nazionale, simile a quello dei cani, che allevano esclusivamente soggetti di provenienza domestica, inanellati e mantenuti costantemente sotto controllo sia da parte della Ripartizione faunisto venatoria, che dalle Asl.
Come le ho già detto, sarebbe utile a tutti: per "sottrarre" potenziali acquirenti ai bracconieri, stemperare la tensione sugli allevamenti autorizzati, evitare atti di incauta e illegale liberazione. E in generale per rendere un servizio più completo e informativo.
Spero in un riscontro positivo
la saluto affettuosamente
Massimo Natale
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email di Edoardo Stoppa
Sono contento che questo trait-d'union si e' creato !!!! Cerchero' di inserire nei prossimi servizi un accenno alla possibilita' legale di allevarli. Spero di riuscire a trovare l'occasione per effettuare un'intervista con lei.
La ringrazio ancora per la collaborazione,
a presto,
Edoardo Stoppa.
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