Giustamente Aborriamo.
- Forse non abbiamo di che scandalizzarci.
Quel servizio su "Striscia la Notizia " ci ha colpiti nel cuore. Proviamo ad immaginare il giorno dopo: un allevatore che ha dei canarini in garage sarà stato visto di malocchio e avranno sussurrato: "ecco uno di quelli!!!".
E allora siamo qui a spiegarci che con simili filmati si rischia di fare "tutta un'erba un fascio" . Presentiamo rimostranze, sicuramente saranno arrivati tanti reclami alla redazione di Striscia, lo scriviamo sulle nostre riviste specializzate. Tutto giustissimo. Però, siamo qui, alla finestra del nostro monastero a guardare il candore dell'orto nel chiostro, temendo che lo scoop più bieco che possa violarlo dall'esterno.
Dalla parte dei buoni abbiamo perfettamente ragione. L'immagine di tantissimi allevatori onesti, amanti degli animali, che vivono per gli animali, viene così additata e disprezzata. La gente vuole lo scandalo, vuole il malaffare da imputare ... vuole la notizia e queste notizie corrispondono alle aspettative di chi muove i fili dell'opinione.
La TV , lo sappiamo, viaggia sul mito dell'audience. Un periodo sembra che la gente sappia gettare solo sassi dal cavalcavia, un altro sembra che nelle scuole tutte le insegnanti si facciano palpare dagli alunni ... e adesso è il turno degli animali ... tigri, serpenti, coccodrilli, cani ... e mettiamoci anche gli uccellini per far capire fino a che punto è arrivata la disumanità.
Questa è la cronaca.
Un altro aspetto, invece, è quanto ci riguarda direttamente. Obiettivamente, non dovremmo avere solo il timore di essere etichettati "bracconieri" dall'opinione pubblica ... non dovremmo preoccuparci di salvaguardare la nostra immagine di bravi allevatori, perdendo per istinto la vista del reale problema.
Noi allevatori dovremmo essere in apprensione per i cardellini e per tutti gli animali che amiamo, perché quel servizio mandato in onda su Striscia la Notizia è verità ... e questa verità noi la conosciamo più di altri, più di ogni opinionista, da tanti anni.
Giustamente Aborriamo. Forse non abbiamo di che scandalizzarci.
La crudezza di tali immagini ci ferisce. Chissà, ferisce la recondita consapevolezza di non aver mai fatto qualcosa che corrisponda all'amore che professiamo. Forse perché siamo consci che noi qualcosa d'importante sapremmo farla.
Potremmo convincere tutti i redattori televisivi e tutti i giornalisti sulla necessità di un doveroso distinguo, come dire una lavagna scolastica dei "buoni" e dei "cattivi", prendendo, ognuno di noi, le opportune distanze da quanto hanno proiettato su scala nazionale.
Ma prendere le distanze da tutto ciò cosa significa? ...
Uno scarico di responsabilità? ... Oh ... no.
Il problema reale sussiste e continuerebbe nel suo malvagio operare, perché, diciamocelo a chiare lettere, molti tra di noi debbono cambiare la cultura dell'allevare e del detenere animali. Il problema rientra nell'etica che ci accomuna sotto il motto di una passione che sveltola protezione.
Non è alla TV che bisogna far capire chi sono i "buoni" e i "cattivi" (se così fosse sembrerebbe chiaro che vogliamo difendere il nostro orticello nel chiostro). Non è questo che deve distogliere la nostra attenzione. Noi abbiamo in sacrosanto diritto di far valere le nostre ragioni, sia chiaro, ma prima di ciò abbiamo il sacrosanto DOVERE di mettere fine a questo scempio immorale.
Qui non si tratta di difendere il nostro orticello di bravi allevatori ... qui non si tratta di tutelare l'immagine degli allevatori onesti. Qui si tratta di un grido unanime che parta da noi allevatori: QUESTA STORIA DELLA CATTURA DEI CARDELLINI DEVE FINIRE!!!
E bisogna lavorare in tal senso e non impegnarsi solo nella diversificazione di notizie da mandare in onda sul TG della sera, che deve essere fatta, ma che viene a ricalco.
Cosa potremmo fare?
Per prima cosa dobbiamo assumerci le responsabilità ed avere il coraggio di espellere questi personaggi dal nostro mondo. Basta con l'omertà.
Questi personaggi non devono avere accesso alle nostre mostre.
Non devono essere iscritti al RNA FOI e ci vogliono i controlli.
Non dobbiamo farli entrare in contatto con noi, perché parliamoci schiettamente, dobbiamo cambiare la cultura dell'allevare e dobbiamo essere tutti rispettosi delle leggi.
Il ladro ruba. Chi compra roba rubata è un ricettatore. La legge parla chiaro, sono due reati. Il ladro ruba un bellissimo televisore e trova l'acquirente che fa l'affare. Fino a quando ci sarà l'acquirente, il ladro avrà il suo bel mestiere. Togliamo la metafora e giù la maschera.
Ci preoccupiamo di diversificare i "buoni" e i "cattivi" alla TV e ci osanniamo nell'ipocrisia.
Ma, scusate, perché questi personaggi hanno ragione di esistere? Ci siamo mai posti questa domanda?
... Hanno ragione di esistere perché commercializzano gli animali di cattura.
E a chi li vendono?
... Non di certo alla massaia che vede il TG . non di certo al distratto telespettatore.
Allora smettiamola con le arringhe in difesa dell'immagine esteriore del monastero e iniziamo a proporre qualcosa da fare. Vediamo insieme cosa fare? . E facciamolo.
1) Non comprare uccelli di indubbia provenienza. Abbiamo i nostri regolamenti e legislazioni, pertanto abbiamo il sacrosanto DOVERE, in quanti soci di una Federazione con uno statuto, di rispettarli.
2) Denunciare agli organi competenti quando questo illecito ci viene proposto o viene praticato. La FOI deve essere riconosciuta quale Massimo Ente Competente e deve agire con potere, in collaborazione con gli organi di funzione pubblica.
3) La FOI deve diventare l'unico organo preposto alla verifica, alla custodia e alla destinazione degli animali illegali, perché chi opera adesso non ha tutte le competenze necessarie. Fanno vedere in TV che gli animali recuperati vengono liberati. E la gente acclama una tale assurdità. Evviva i paladini dell'ignoranza!!! Migliaia di uccelli catturati, probabilmente nel centro/sud Italia, vengono rinvenuti a Milano e vengono liberati in una regione geografica che provocherà la morte preannunciabile di tantissimi esemplari, per questioni climatiche, per inserimento in un habitat diverso, per problemi di stress.
Di fronte a simili accadimenti ci vuole attenzione e professionalità. Bisogna indagare sul punto di cattura. Affidare gli animali ad un'equipe di allevatori competenti e veterinari per verificarne lo stato di salute e il reinserimento in natura. La nostra FOI queste potenzialità le ha.
4) Organizzare delle vigilanze, che agiscono in nome della legge e della nostra etica professionale, per andare a controllare cosa contengono i trasportini nelle Mostre Ornitologiche. Agire. Prendere provvedimenti seri. Purtroppo, quegli animali visti in TV avevano una ben precisa destinazione e noi lo sappiamo fin troppo bene per apparire distratti.
Se catturano tanti fringillidi vuol dire che c'è chi li compra per cui, cari amici, togliamoci la maschera e scendiamo dal palco dell'ipocrisia ... i compratori sono allevatori con RNA FOI, quelli candidi come i sepolcri imbiancati.
Non è vero che il problema è solo quello di far cambiare opinione ai redattori di TG. Questa sarebbe una logica conseguenza. Il ricalco pragmatico di una nuova cultura. Il problema è che dobbiamo guardarci in faccia, uno per uno ... e prendere coscienza che degli allevatori "cosiddetti onesti" sono moralmente complici di quello scempio visto in TV!!!
La morale è sempre la stessa ... chi cattura è disonesto ... chi compra non si sente di esserlo per non aver commesso il fatto, forse c'è solo una lieve differenza tra l'atto materiale e l'atto "inconsapevole" ... ma siamo certi che quest'ultimo atto sia così inconsapevole???
Noi del CLUB Amici del Canarino di Colore abbiamo esposto il nostro slogan sia a Reggio Emilia che al Campionato Italiano. Il messaggio è chiaro.
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